Lo “Schioppettino di Prepotto” – Il panorama e il territorio – Parte 2

Dopo aver incontrato Michele è arrivato il momento di partire!

Plan Prepotto

La mappa qui sopra dovrebbe aiutare ad individuare la zona di Prepotto. L’ha presa Heidi dal sito stesso dell’associazione, e vi si possono trovare molte altre informazioni in italiano, come ad esempio l’elenco dei soci, o la storia del territorio e dell’associazione.

Iniziamo dunque a salire lungo il versante di una scoscesa collina che ci conduce direttamente in località Brischis. Qui veniamo accolti da uno dei due fratelli Iacolettig, Marco, che ci offre la possibilità di ammirare il territorio dalla terrazza del suo agriturismo “Ronco dello Schioppettino”.

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Il paesaggio è molto gradevole ed il punto di vista privilegiato ci permette non solo di apprezzare questa splendida giornata di fine estate, ma soprattutto di iniziare a comprendere le specifiche caratteristiche del territorio che è all’origine di un vino così speciale.

Heidi mi racconta che lesse per la prima volta dello schioppettino da una rivista tedesca, VINUM, e sorridiamo quando mi sottolinea il paradosso di scoprire una specialità locale da una fonte di informazione così lontana da qui..

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A questo punto Michele inizia a descriverci le caratteristiche della zona di Prepotto.

Di fronte a noi si staglia la valle del fiume Iudrio. Questo fiume separa le due zone DOC del Collio e dei Colli Orientali del Friuli, a cui appartiene Prepotto. Le due aree, sebbene limitrofe, sono pedologicamente molto diverse, a causa dell’effetto di deposito asimmetrico delle piene del fiume. Da due anni questa specifica area di Prepotto è stata catalogata come sottozona, una sorta di cru ove, per le caratteristiche morfologiche e costitutive specifiche del terreno ed il microclima, l’uva schioppettino ha la possibilità di esprimersi al meglio. Citando la rivista “VINUM” di cui accennavo sopra:

E’ i questa zona che lo schioppettino raggiunge i suoi massimi livelli di espressività del terroir. Allontanandosene si perde la carica emozionale che esso riesce a trasmettere.

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Il terreno è costituito fondamentalmente da calcare e marne, che in friulano viene detto Ponca. Dalle foto qui sopra si nota come i vigneti si sviluppino tra i boschi e la natura, nel pieno rispetto dell’ambiente autoctono e in profonda armonia con esso. Ciò favorisce uno sviluppo equilibrato dell’habitat e il mantenimento di una ricca biodiversità, e d’altro canto influenza probabilmente anche l’aromaticità dell’uva stessa.

Come accade spesso, anche qui il terreno attorno al letto del fiume, costituito maggiormente da ghiaie, dà i natali a vini dai sentori floreali aromatici, leggeri e beverini, mentre le aree collinari, più compatte e più esposte al sole e agli sbalzi termici danno origine a vini più robusti speziati e predisposti all’invecchiamento.

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Dall’immagine si può vedere Michele, che ci sprona a raggiungerlo per andare a visitare una vigna. “In medias res!” . Ora andiamo a vedere come si presenta l’uva dello schioppettino di fine agosto!

L’orgoglio e l’impegno con il quale ci descrive il suo territorio è notevole, ne siamo subito conquistate. I risultati che stanno ottenendo attraverso la creazione dell’ Associazione sono davvero incoraggianti, sia dal punto di vista commerciale sia qualitativo. Egli infatti ci tiene a sottolineare come

l’associazione abbia dato la possibilità di creare un tavolo di confronto permanente tra i produttori che possono lavorare in sinergia e condividere fatiche e risultati, conquiste e progetti.

 

 

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